INFORMAZIONI
di Jonas Poher Rasmussen
(Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, Stati Uniti, Slovenia, Estonia, Spagna, Italia, Finlandia – 2021 – 93’) – (V.O) SUB-ITA
SINOSSI
Amin ha 36 anni, vive in Danimarca, è un affermato docente universitario e sta per sposarsi con il suo compagno. Ma proprio poco prima delle nozze, il passato torna a fargli visita, facendogli ripercorrere gli anni della sua gioventù, quando dall’Afghanistan arrivò in nord Europa dopo un lungo viaggio, con la speranza di chiedere asilo. Flee è il racconto di una fuga che si trasforma in un inno alla vita e alla libertà, un percorso umano intessuto di sfide e gioia contagiosa, una cronaca veritiera e poetica della ricerca della felicità, che apprendiamo dalla viva voce del protagonista. Un film straordinario che è già nella storia del cinema, il primo a essere candidato all’Oscar come miglior film internazionale e al contempo come miglior documentario e miglior lungometraggio d’animazione.
Accessibilità e Inclusione
Crediamo che la magia del cinema debba essere davvero per tutti. La sala cinematografica è completamente accessibile e attrezzata per accogliere in totale comfort persone in carrozzina e spettatori con esigenze specifiche, disponendo di spazi dedicati per garantire un’ottimale visuale e comodità. Il nostro personale sarà inoltre a tua disposizione all’ingresso per qualsiasi supporto o necessità. Per qualsiasi richiesta particolare o per organizzare al meglio la tua accoglienza, non esitare a contattarci.
Approfondimento
Con FLEE, un gruppo di registi in collaborazione ad ogni livello di produzione si è riunito per raccontare la storia di un uomo che lotta per trovare la vera definizione e il significato di casa. Dopo molti anni, Amin trova questo significato nella forma di un partner amorevole, una professione significativa – e una vera e propria casa, nella campagna danese. “Così tante persone nel mondo sono alla ricerca di un posto da chiamare casa, e Amin ha cercato di farlo per tutta la sua vita”, dice Rasmussen.
“Come qualcuno che si muove sempre da un posto all’altro e non si sente mai radicato in un punto, durante la realizzazione di questo film ho capito che ancora non aveva una casa. In qualche modo era ancora in fuga. Ma alla fine, essere in grado di aprirsi e raccontare tutta la sua storia lo ha fatto venire a patti con il suo passato, col senso di colpa per i sacrifici che la sua famiglia ha dovuto fare per Amin per avere una buona vita. Tramite il processo di lunghe interviste nel corso degli anni, Amin si è reso conto conto che era pronto a stabilirsi. Poteva vivere con i traumi del suo passato, ed essere in pace nel presente, una persona intera.”