INFORMAZIONI
di Estibaliz Urresola Solaguren (Spagna, 2023, 127’) – (V.O) SUB-ITA
con Sofía Otero, Patricia López Arnaiz, Ane Gabarain, Itziar Lazkano, Sara Cózar
SINOSSI
Cocó, otto anni (Sofia Otero, Orso d’Argento a Berlino 2023), si sente fuori posto e non capisce perché. Non si riconosce nel suo nome di battesimo, Aitor, né nello sguardo e nelle aspettative di chi ha intorno. Nel corso di un’estate nella campagna basca a casa della nonna – tra le gite al fiume, l’apicoltura e i saggi consigli di sua zia Lourdes – Cocò riuscirà forse finalmente ad affrontare i propri dubbi e le proprie paure, trovare la sua vera identità e decidere così qual è il suo nome.
Accessibilità e Inclusione
Crediamo che la magia del cinema debba essere davvero per tutti. La sala cinematografica è completamente accessibile e attrezzata per accogliere in totale comfort persone in carrozzina e spettatori con esigenze specifiche, disponendo di spazi dedicati per garantire un’ottimale visuale e comodità. Il nostro personale sarà inoltre a tua disposizione all’ingresso per qualsiasi supporto o necessità. Per qualsiasi richiesta particolare o per organizzare al meglio la tua accoglienza, non esitare a contattarci.
Approfondimento
Il film non parla solo dell’infanzia trans, ma anche di molte altre questioni. In particolare, affronta il peso delle tradizioni familiari, sociali e culturali con cui dobbiamo avere a che fare tuta la vita per diventare individui liberi.
Questa è una questione fondamentale del film. È per questo che nel film c’è un doppio punto di vista, nonostante molti laboratori di scrittura mi abbiano sconsigliato di farlo, visto che i dogmi della sceneggiatura di solito obbligano a sceglierne uno solo.
C’è il punto di vista della figlia, ma anche quello della madre, che è il personaggio con cui mi identifico di più, per via della mia esperienza personale e della generazione a cui appartengo. Il film è il viaggio comune di queste due protagoniste. Per me l’infanzia trans è solo un altro aspetto della varietà umana, dei diversi modi di essere e di vivere che esistono nel mondo. Nel contesto del film, è la questione dell’infanzia trans a mettere in moto la famiglia, trasformando i legami e facendo emergere cose nascoste, ma non ho mai avuto l’intenzione di fare un film che parlasse solo di questo argomento, anche perché non sono io stessa una persona trans e non volevo parlare a nome di quella comunità.
Mi interessava affrontare la questione dell’identità in modo più ampio e studiare come le relazioni familiari possono influenzare il nostro viaggio verso l’autodeterminazione.